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Glenn Ford: l’uomo liberato dopo 30 anni nel braccio della morte
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Glenn Ford, 30 anni nel braccio della morte per un omicidio che non aveva commesso

giudice martello tribunale

La storia di Glenn Ford, condannato a morte in Louisiana per l’omicidio di Isadore Rozeman e liberato nel 2014 dopo quasi trent’anni nel braccio della morte.

Glenn Ford è diventato uno dei simboli più dolorosi degli errori giudiziari legati alla pena di morte negli Stati Uniti. Afroamericano, originario di Shreveport, in Louisiana, venne condannato per l’omicidio di Isadore Rozeman, gioielliere ucciso nel 1983. Ford aveva lavorato per lui facendo piccoli lavori, ma si dichiarò sempre innocente.

Nel 1984 una giuria interamente bianca lo ritenne colpevole. L’anno successivo arrivò la condanna a morte. Da quel momento Ford entrò nel braccio della morte del penitenziario di Angola, dove sarebbe rimasto per quasi trent’anni. La sua vita si fermò lì: figli cresciuti senza di lui, famiglia distrutta, decenni passati in cella aspettando una verità arrivata troppo tardi.

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Glenn Ford: il processo e le prove mai consegnate alla difesa

Il processo contro Glenn Ford mostrò, col tempo, molti punti fragili. I suoi avvocati non avevano esperienza adeguata in un caso capitale: uno era un legale specializzato in petrolio e gas, l’altra era da poco uscita dalla facoltà di legge e non aveva esperienza penale. L’accusa si basò anche su testimonianze e ricostruzioni che negli anni vennero messe pesantemente in discussione.

Il punto decisivo arrivò molto dopo. Emersero informazioni non consegnate alla difesa e nuovi elementi che indicavano un altro uomo tra i veri responsabili dell’omicidio. Nel 2013 i procuratori riconobbero di non poter più sostenere la condanna. Il 10 marzo 2014 un giudice annullò condanna e sentenza; il giorno dopo Glenn Ford uscì dal carcere da uomo libero.

La libertà durata solo quindici mesi

Quando lasciò Angola, Ford aveva 64 anni. Alla domanda su cosa avesse perso, rispose in sostanza: trent’anni della sua vita, forse tutta. Non ebbe davvero il tempo di ricominciare. Poco dopo la liberazione gli venne diagnosticato un tumore ai polmoni in fase avanzata.

Nel 2015 l’ex procuratore A.M. “Marty” Stroud, che aveva contribuito alla sua condanna, pubblicò una lettera di scuse. Am mise di essere stato più interessato a vincere che alla giustizia e chiese che Ford venisse risarcito. Ma il risarcimento non arrivò prima della sua morte.

Glenn Ford morì il 29 giugno 2015, a 65 anni, appena quindici mesi dopo essere uscito dal braccio della morte. La sua storia resta una ferita aperta: non solo un uomo innocente liberato troppo tardi, ma un sistema che lo condannò, lo lasciò marcire per decenni e poi non riuscì nemmeno a restituirgli, in vita, un riconoscimento pieno del torto subito.

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ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2026 10:36

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